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Un sogno ad occhi aperti
venerdì, 28 maggio 2010

Dopo tanta attesa, dopo aver aspettato chi non ha potuto mollare le proprie scadenze di lavoro e di (beato lui) vacanza, finalmente è arrivato il giorno tanto atteso e cioè quello che sancisce l’autoriconoscimento ad aver partecipato ad una sfida teatrale.
Dal 27 Marzo, data del debutto di “12″ siamo riusciti a riunirci tutti a casa di Dario, solo il 25 maggio scorso dopo la bellezza di quasi due mesi, per rivederci all’azione attraverso il dvd.
Come capita spesso in questi frangenti non sono mancate le autocritiche e i “non me posso sentì”…;-),oltre ai “quanto sei stato bravo”, “che bell’effetto” e giù di lì.
Tutto sommato cercando di mantenere l’obiettività sempre difficile quando si tratta di giudicare se stessi, all’unanimità ci siamo conferiti un voto che viaggia decisamente sopra la sufficienza.
Dopo quasi 11 mesi di lavoro e di fatiche per uno spettacolo tanto ambizioso, è un risultato che in ogni caso ci soddisfa, anche se personalmente sono più che sicuro che abbiamo le qualità per crescere ancora in credibilità e affiatamento.
Alla fine della piacevolissima serata si è verificato un fatto che mi ha davvero toccato nel profondo e che ho apprezzato tantissimo sia perchè inaspettato, sia perché mi ricorderà in futuro di aver realizzato una dei più bei sogni teatrali che mai potessi immaginare di portare in scena.
Ho ricevuto una magnifica sorpresa da parte di tutti i componenti della compagnia: uno splendido orologio da polso in cui campeggiano, non a caso, le 12.
Oltre ad essere un oggetto splendido e perfettamente personalizzato in ricordo dell’evento, mi è stata donata in aggiunta una foto che ci ritrae tutti assieme alle prove con annessa dedica autografa:
“UN PLAUSO UNANIME, SENZA POSSIBILITA’ DI RICORRERE IN APPELLO, ALLA REGIA DI G8″.
Beh che dire: grazie ragazzi, tanta fatica ripagata oltre che dall’applauso del pubblico, anche da una serata che ormai rimarrà incisa nella mia memoria come il numero impresso a lato e in alto allo splendido Chornotech…a ricordarmi che 12 è stata un’esperienza unica ed indimenticabile…una di quelle per cui davvero non vedevo l’ora di rappresentare !
Grazie a Ilaria Verdini, Fabrizia Tonazzo, Andrea Toppi, Patrizia Giacchetti, Dario Bartolini, Tiberio Fiori, Andrea Kiriakakis, Alfonso Napolitano, Bruno Santochirico, Simona Paolella, Alessandro Kiriakakis e Daniele Brunelli, per aver creduto in questo folle progetto e per avermi permesso di vivere un sogno ad occhi aperti.
Info su “12 ovvero la parola ai giurati” in scena il prossimo 27 marzo
sabato, 16 gennaio 2010
Lo spettacolo “12” si ispira all’opera cinematografica “La parola ai giurati“ di William Friedkin del 1997 con Jack Lemmon protagonista, remake dell’omonimo film del 1957 per la regia di Sidney Lumet (la cui sceneggiatura era tratta dal lavoro per la televisione di Reginald Rose “Twelve angry men” ) .
Sin dalla prima proiezione il film di Lumet ricevette critiche entusiastiche. A. H. Weiler del “The New York Times” scrisse: “È una storia tesa, coinvolgente ed avvincente che va ben al di là dei confini della sala di giuria in cui è ambientata.
Nel 1958 il film ricevette tre candidature all’Oscar nelle categorie: “miglior regia”, “miglior film”, e “migliore adattamento cinematografico”, ma venne messo in ombra dal kolossal “Il ponte sul fiume Kwai” che si aggiudicò ben sette statuette; ebbe miglior fortuna al Festival internazionale di Berlino dove vinse l’Orso d’oro.
Nel 2007 “La parola ai giurati” è stato selezionato per la conservazione nella United States National Film Registry dalla Library of Congress, perché giudicato “culturalmente, storicamente ed esteticamente significativo”.
In Italia, la versione teatrale de “La parola ai giurati” è stata portata al successo da Alessandro Gassman qualche anno fa con larghi consensi di pubblico e critica per il suo duplice ruolo di regista e attore protagonista.
Trama
Un uomo viene ucciso ed il figlio è accusato dell’omicidio. Dopo il dibattimento in aula, la giuria, formata da dodici elementi, si riunisce per discutere il caso e maturare un verdetto. La sentenza definitiva, di colpevolezza o di innocenza, dovrà essere unanime; diversamente si avrà una reiterazione del processo. Lo spettacolo racconta del percorso difficile e sofferto che i “12” compiono per arrivare a maturare una scelta, – dall’analisi scientifica dei singoli fatti alla graduale presa di coscienza dell’esistenza del “ragionevole dubbio” -, scelta che apparentemente non li coinvolge nell’intimo, ma che in realtà li costringe tutti a guardarsi dentro senza alibi né falsità.
Lo spettacolo ha ottenuto il patrocinio della sezione di Ancona 034 di Amnesty International.
L’appuntamento sarà per il 27 marzo prossimo al teatro sperimentale di Ancona ore 20:45




