Trasformazione in APS a seguito della riforma del terzo settore. Come ci stiamo muovendo e cosa vi consigliamo.

Trasformazione in APS a seguito della riforma del terzo settore. Come ci stiamo muovendo e cosa vi consigliamo.
Questa lunga e faticosa storia, inizia circa due anni fa quando si inizia a parlare, anche per associazioni teatrali simili alla nostra, di riforma del terzo settore e di come l’italica burocrazia voglia provare a regolamentare la giungla delle associazioni cosiddette no profit e dintorni.
Sulle modalità si potrebbe narrare così tanto da far impallidire il vecchio testamento, ma per il momento diciamo che oggi per quello che riguarda un’associazione culturale come la nostra, la condizione per continuare ad esistere, di fatto, coincide con l’iscrizione al Registro Unico del Terzo Settore…per gli amici R.U.N.T.S.

Piaccia o meno far parte di questo registro significa, per associazioni come la nostra, trasformarsi da mera Associazione culturale no profit, in APS.

L’acronimo APS sta per Associazione di Promozione Sociale. Ma noi vogliamo solo fare teatro come facciamo da decenni direte…
E chissene…se recitate su palcoscenici appena più in là della vostra parrocchia, dovete trasformarvi in APS punto e basta, il motivo non lo troverete in questo blog e forse nemmeno vi serve conoscerlo.
Per la cronaca oltre che APS, assieme a tante altre sigle (ODV per le ex Onlus e non solo ad esempio) saremo tutti ETS, una volta iscritti nel RUNTS, un altro acronimo aggiuntivo, facoltativo e rappresentativo della nostra grande prossima famiglia degli Enti del Terzo Settore.
Infatti se vorrete nella vostra denominazione, a iscrizione avvenuta potrete inserire: Nome dell’associazione APS o Nome dell’associazione APS-ETS.
Figo eh?
Non tanto quanto serve per iniziare la procedura per adeguarsi alle nuove regole su cui regna, ancora, non poca confusione.

Ma andiamo con ordine, nella speranza che la nostra esperienza vi possa essere d’aiuto per cercare di arrivare a creare le condizioni corrette per l’iscrizione al RUNTS con il minor dispendio di tempo ed energie possibili.

1 Per prima cosa dovete adeguare il vostro statuto alle nuove disposizioni della riforma del terzo settore.
Come? Il consiglio è quello di rivolgervi al CSV territoriale (Centro servizi per il volontariato) affinché vi possano assistere, (Parola per Parola), nella redazione del vostro nuovo statuto.
Avete capito bene parola per parola, anzi virgola per virgola, o sarà tutto inutile e dovrete ricominciare tutto ex novo, fino a che il vostro statuto non rispetterà tutte le disposizioni indicate nella riforma.
So già cosa state pensando, furbacchioni che non siete altro, pensate che basterà copiare uno statuto di chi sostiene di essere già APS?
Vi può andare bene…ma anche no…tenetene conto.
I motivi sono molteplici:
  • perché chi sostiene di essere APS in realtà lo è solo nel rispetto di regolamenti regionali e non del RUNTS
  • perché ha già avviato le pratiche per l’iscrizione, ma solo quelle
  • perché è convinto (povero stolto) di essere diventato APS perché si è confrontato con suo cugggino
  • perché ogni associazione spesso ha delle peculiarità non replicabili
2 Una volta che sarete sicuri del vostro nuovo statuto da APS dovrete indire un’assemblea straordinaria e approvare la vostra “nuova identità” con tanto di apposito verbale che attesti il fatto.
3 Il legale rappresentante della vostra associazione munito di timbro, documento, pazienza, 3 copie del nuovo statuto, 2 del verbale, dovrà presentarsi all’agenzia delle entrate di competenza per depositare il tutto.
4 Una volta depositati i documenti dovrete attendere qualche giorno affinché il vostro legale rappresentante venga richiamato in agenzia delle entrate per ritirare 1 copia dello statuto e 1 del verbale debitamente timbrati.
In questo modo avrete in mano i due documenti che in associazione dovrete custodire molto gelosamente neanche fossero i pezzi del santo Graal poiché ora viene il bello.
5  Nel caso in cui la vostra associazione sia già riconosciuta/iscritta al registro della vostra regione, (non del vostro comune badate bene),  in qualità di APS o altro, sarà sufficiente che il vostro legale rappresentante a mezzo Pec o raccomandata con ricevuta di ritorno o di persona, faccia arrivare all’apposito ufficio regionale competente copia conforme o scansione dello statuto e del verbale di cui sopra e il gioco non sarà fatto, ma non dovrete fare più nulla… ammesso che fili tutto liscio si capisce.
Infatti tempo Marzo/Aprile 2021 e cioè tempo che il RUNTS diventi operativo e tempo che la vostra regione inserisca i vostri statuti/dati nell’apposito registro nazionale e allora (ma solo allora), vi sarete ufficialmente trasformati in APS e potrete stappare lo champagne.

Ma per le altre associazioni non iscritte al registro regionale e quindi non riconosciute?

Come per noi, per le altre “comuni” associazioni culturali MARCHIGIANE non riconosciute ossia non già precedentemente iscritte nel registro della regione Marche con apposito decreto, la strada o meglio le strade/procedure/azioni/possibilità per trasformarci/diventare APS si diversificano senza apparenti complicazioni

A) Una volta ottenuto il timbro dell’agenzia delle entrate sul nuovo statuto e sul verbale, attestante ufficialmente che l’associazione intende trasformarsi in APS, in questa prima ipotesi/strada vi consigliamo di attendere pazientemente marzo/aprile 2021, (ossia il momento in cui il RUNTS diverrà operativo). Raccomandiamo, in questo intervallo, di rimanere in contatto con il CSV in attesa che ci indichi le modalità di invio finale dello statuto alla regione o direttamente ad altro ente, così da completare l’iscrizione al suddetto registro.

B) A timbri ottenuti, come da punto A, si può sperare, in virtù dell’esser parte di una rete di APS come ad esempio FITA, a cui ovviamente è necessario inviare lo statuto modificato, di ottenere automaticamente, e non prima di qualche mese, l’iscrizione al RUNTS.
C) Se nessuno dei punti precedenti risultasse utile all’iscrizione al RUNTS, nelle nostra regione, al momento in cui vi scriviamo e al netto del recentissimo decreto attuativo della riforma del terzo settore, fa fede una “disposizione locale” che specifica che un’APS è APS solo se, per la durata di un anno solare, dimostra di aver operato come tale.
Questo per dire che se siete un’associazione marchigiana non iscritta al registro regionale e volete diventare un’APS iscritta al RUNTS dopo aver ottenuto i timbri dell’agenzia delle entrate vi conviene fermarvi e attendere.
Ecco la ragione.
I timbri dell’agenzia delle entrate di fatto, ammesso che il vostro statuto da neo APS sia effettivamente ok per tutto quanto abbiamo sopra detto, danno il via al famoso anno solare che, come abbiamo su detto, possiamo considerare in qualità di APS “in progress”.
A fine periodo, il consiglio sarà poi di mettervi in contatto con l’ufficio regionale o nazionale competente per l’invio dello statuto APS a questo punto vecchio di 1 anno solare e la procedura, almeno per le associazioni marchigiane non riconosciute e non iscritte al registro regionale delle Marche dovrebbe risolversi positivamente.
Che faticaccia eh?
Siamo arrivati a darvi tutte queste informazioni dopo mesi-anni di tenacia, errori e voglia di arrivare fino in fondo, neanche fosse l’iscrizione al RUNTS la nostra ragione di vita… ma tant’è come detto più volte, se vogliamo far vivere le nostre associazioni di teatro non abbiamo altra scelta.
Per la cronaca, anche per quello che ci riguarda i giochi non si possono considerare chiusi anche se speriamo vivamente non ci siano altre “brutte” sorprese di cui, nel caso, vi daremo conto.
A questo punto vorremmo ringraziare

Ci sarebbero anche persone, enti e organizzazioni che sarebbe stato meglio non incontrare nel nostro cammino di trasformazione in APS,  già parecchio accidentato di suo, ma anche questo, crediamo essere parte del gioco.

Infine concedeteci una piccola riflessione nel merito della riforma.

E’ innegabile che da quando sarà tutto definito ci saranno, probabilmente, più opportunità, orizzonti di crescita ecc. ma permetteteci anche di sottolineare che per associazioni piccole, un po’ come la nostra, adeguarsi alla riforma del terzo settore significa, nella maggior parte dei casi, la fine dei giochi con tutto ciò che ne consegue.

Fra qualche anno sapremo se questo cambiamento avrà prodotto benefici o meno a vantaggio o scapito, come sempre, della collettività.

Per quanto ci riguarda nonostante la minuscola dimensione, siamo assolutamente determinati a rimanere in vita poiché dopo 33 anni, anche se la riforma c’ha messo in croce, non abbiamo nessuna intenzione di mollare anzi, dopo questo calvario unito al periodo del Covid ci siamo messi al lavoro su nuove e mirabolanti avventure teatrali! Tiè!

E voi come avete affrontato o come state affrontando la trasformazione in APS?

Se avete voglia di raccontarci come ve la state cavando, di lasciare qualche consiglio o domanda, potete farlo nei nostri canali social e sarà un piacere intavolare una conversazione sul tema.

Ci auguriamo di avervi “lanciato” tutti i più giusti i componenti per la trasformazione e non ci resta che augurarvi buon aggancio! 😉

 

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