Il blog del Claet diventa protagonista di un episodio da… teatro dell’assurdo!

Quello che mi accingo a scrivere è un post è un po’ particolare, ma ci sembrava doveroso raccontarvi questa storia e dare dei consigli, diciamo così, amichevoli a qualcuno che forse si è lasciato prendere un po’ la mano. Ma andiamo con ordine.

I fatti: dopo la replica di “12 ovvero la parola ai giurati” del 12 novembre a Senigallia, abbiamo chiesto come sempre al pubblico presente di commentare lo spettacolo su questo blog e ci sono arrivati subito dei commenti, alcuni molto positivi (grazie!) ed altri contenenti critiche pesanti al lavoro, al testo, agli attori e alla regia. Ad una prima lettura, pur se un po’ rattristati e stupiti dal tono di questi commenti, abbiamo pensato: ok, fa parte del gioco, lo spettacolo non deve per forza piacere a tutti e le critiche sono sempre bene accette; abbiamo quindi scelto di non censurare questi interventi e li abbiamo pubblicati (ne potete leggere alcuni nel post precedente).

Poi ad un’analisi più approfondita ci hanno colpito un paio di cose: alcuni termini tecnici usati dai commentatori suggerivano che si trattasse di persone esperte di teatro (e questo va bene, è ottimo avere critiche da parte degli addetti ai lavori); ma abbiamo notato anche delle similitudini di tono, di lessico e di linguaggio… era solo un’impressione, ovviamente, ma era come se la stessa persona avesse scritto 6 commenti diversi firmandosi con 3 nomi diversi (tra l’altro tradendosi in parte, avendo usato la frase “Mi sono annoiato” in un commento firmato con un nome femminile)!

Insomma, il sospetto che tutti quei commenti gratuitamente cattivi, contenenti critiche non costruttive bensì distruttive, siano stati scritti in realtà dalla stessa persona diventava sempre più forte. Nel frattempo ne sono arrivati altri, tutti di tono simile; a questo punto il sospetto è diventato una quasi certezza e abbiamo deciso di non pubblicarli più e di svolgere qualche verifica. E la verità è saltata subito agli occhi, scritta nero su bianco proprio nella sequenza di commenti parcheggiati nell’area riservata agli amministratori del nostro blog.

I più esperti di internet tra noi sanno che ciascun computer, quando si collega alla rete, ha un nome che lo identifica. Questo nome si chiama “indirizzo IP”. Quando scriviamo e-mail o partecipiamo a blog, forum, etc. il sistema che riceve registra l’indirizzo IP del computer che spedisce. Tutti i commenti negativi che sono arrivati provengono dallo stesso indirizzo IP. C’è quindi la prova che una sola persona si sia, diciamo così, “divertita” a inondare il nostro blog di commenti falsi firmati da persone inesistenti.

Di solito su questo blog parliamo di teatro, di cultura, di cose belle e positive che fanno bene all’anima. È la prima volta che ci capita, pur se non per colpa nostra, di dover spendere parole pesanti. Ma riteniamo doveroso dire due parole a questa persona.

Caro “amico”, pensiamo che un fondo di verità nei tanti commenti falsi che hai inviato ci sia: quasi sicuramente anche tu fai teatro come noi. E sicuramente lo spettacolo non ti è piaciuto… e per questo non possiamo certo fartene una colpa. E altrettanto sicuramente  una tua critica negativa ma vera, costruttiva, motivata e circostanziata, ci avrebbe fatto molto piacere e ci sarebbe stata di enorme aiuto: è proprio per questo che incoraggiamo chi ci segue a inviarci i propri commenti, perché ci aiutino a non sedere sugli allori (e ad imparare a non abbatterci per le critiche), ma ci diano sempre nuovi stimoli a crescere e migliorare.

Quello che tu hai fatto, invece, è deprecabile sotto almeno due aspetti: 1) perché ti sei nascosto dietro false identità; 2) perché  pur condividendo presumibilmente con noi i sacrifici, la passione e l’amore propri di chi fa teatro (anche se in modo “pseudo- amatoriale”, per usare i tuoi termini), sei intervenuto a gamba tesa in modo intenzionalmente cattivo e distruttivo, usando sarcasmo e parole dure e immotivate contro dei tuoi colleghi e compagni.

Su questo secondo aspetto, a parte compatirti per la tua pochezza come essere umano, non possiamo certo fare nulla. Ma sul primo aspetto, come ben sai esistono delle leggi che puniscono chi si fa scudo di una falsa identità  per insultare, colpire o calunniare altri.

Personalmente siamo propensi a chiudere questo spiacevole episodio e a considerarlo come un semplice scherzo di pessimo gusto, ammesso che sul nostro blog non arrivino altri commenti di quel tono. Ma nel caso in cui ciò accada, sappi che grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia possiamo facilmente risalire a te tramite il servizio anti abusi del tuo provider Internet. Da questo ad una bella denuncia alla polizia postale il passo sarebbe veramente breve. E per te che come noi ami vedere il tuo nome associato ad una buona regia o ad una prova d’attore, e che sicuramente nell’ambito del tuo lavoro hai a che fare con enti pubblici, comuni, scuole, teatri, una denuncia non sarebbe certo un bel biglietto da visita da presentare al tuo pubblico e a questi enti… Vero?

Bene, basta così. Sai quello che devi fare, così come noi sappiamo bene quello che faremo nel caso tu non lo faccia.

Abbiamo sprecato anche troppe parole per questo episodio stupido e inutile, che sembra preso da un testo di teatro dell’assurdo. Non ci resta che ringraziare e scusarci con chi ci segue e con il pubblico di Senigallia, attento, partecipe, critico (in modo sano e giusto) e preparato. E a tutti voi (anche a te, misterioso “amico”… se ti va di palesarti e di discutere apertamente, noi siamo disponibili) diamo appuntamento alle nostre prossime uscite.

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