Vergarolla, 18 agosto 1946: ottant’anni dopo continuiamo a guardare verso quella storia

Vergarolla, 18 agosto 1946: ottant’anni dopo continuiamo a guardare verso quella storia

Vergarolla

Ci sono date che appartengono ai libri di storia.

E poi ci sono date che appartengono soprattutto alle persone.

Il 18 agosto 1946 è una di queste.

A Vergarolla, sulla spiaggia di Pola, una giornata d’estate si trasformò in una tragedia.

Era in corso la Coppa Scarioni, una manifestazione sportiva che aveva attirato sulla spiaggia numerose famiglie e spettatori.

Poi l’esplosione.

Il numero complessivo delle vittime viene generalmente indicato in oltre cento persone. Di 64 fu possibile ricostruire l’identità.

Molti dei morti erano bambini.

Molte famiglie vennero colpite.

E le conseguenze di quella giornata andarono ben oltre la spiaggia di Vergarolla.

Il dottor Geppino Micheletti

Tra le figure che più di ogni altra raccontano la dimensione umana di quella tragedia c’è il dottor Geppino Micheletti.

Micheletti era chirurgo in servizio all’ospedale di Pola.

Quando i feriti della strage arrivarono in ospedale, iniziò a operarli.

Nel frattempo aveva saputo che nell’esplosione erano morti i suoi due figli, Carlo e Renzo.

Eppure continuò.

Operò i feriti per oltre 24 ore.

Non è necessario aggiungere molte parole a questa storia.

La sua forza sta nei fatti.

Un medico al lavoro.

Un ospedale che si riempie di feriti.

Una tragedia personale che arriva nel mezzo di una tragedia collettiva.

E un uomo che continua a operare.

Una memoria fatta di nomi

Quest’anno, a ottant’anni dalla strage, a Pola è stato collocato un nuovo cippo commemorativo.

Su quella pietra sono incisi i nomi e le età delle 64 vittime identificate.

È un gesto concreto.

Perché dietro a un numero c’è una persona.

Dietro a un elenco c’è una famiglia.

Dietro a un nome c’è una vita.

La memoria diventa così qualcosa di fisico, visibile, leggibile.

E forse anche per questo il nuovo cippo assume un significato particolare proprio nell’80° anniversario.

Una storia a lungo poco conosciuta

Vergarolla rimase per decenni ai margini della memoria pubblica italiana.

La vicenda si consumò in un momento particolarmente complesso: la guerra era terminata da poco, Pola era ancora sotto amministrazione alleata e il futuro della città e dell’Istria era al centro delle tensioni internazionali del dopoguerra.

Le indagini svolte all’epoca non permisero di individuare i responsabili. Le ricostruzioni storiche hanno discusso a lungo sulla natura dell’esplosione e sulle responsabilità dell’attentato.

Quello che rimane certo è la tragedia.

Le vittime.

I feriti.

Le famiglie.

E una comunità profondamente segnata da ciò che accadde.

Quando la memoria diventa teatro

È dentro questa storia che si inserisce anche Magazzino 18 di Simone Cristicchi.

Con il nostro spettacolo abbiamo scelto di attraversare una parte della storia dell’esodo giuliano-dalmata e delle persone che ne furono protagoniste e vittime.

Vergarolla è una delle pagine che abbiamo portato dentro questo racconto.

Perché il teatro può fare una cosa particolare.

Può prendere una vicenda lontana nel tempo e restituirle una voce.

Non può cambiare ciò che è accaduto.

Non può restituire le vite perdute.

Può però creare un luogo nel quale quelle storie tornano a essere ascoltate.

Il video

Per questo oggi, 18 agosto 2026, nell’80° anniversario della strage, condividiamo un frammento di Magazzino 18 dedicato a Vergarolla.

Abbiamo scelto di pubblicarlo proprio oggi.

Il video accompagna una parte del racconto teatrale dedicata alla tragedia, al luogo della memoria e alla figura di Geppino Micheletti.

È un frammento di uno spettacolo.

Ma oggi, prima ancora, è un modo per fermarsi davanti a una data.

18 agosto 1946.

Pola.

Vergarolla.

Ottant’anni dopo, continuiamo a guardare verso quella storia.

E ad ascoltarla.