Parlo di rete per mettere in relazione le compagnie Fita Marche.

Domenica 11 di dicembre presso l’Hotel Calabresi di San Benedetto del Tronto, ho preso parte attiva al convegno organizzato dalla Fita Gatt Marche di cui facciamo parte e che si occupa di coordinare l’attività di poco meno di 90 compagnie di teatro amatoriale sparse su tutto il territorio regionale di competenza.

Sono stato chiamato a parlare di reti in qualità di fresco “coordinatore e responsabile” della comunicazione Fita Gatt Marche… ho preso parte al convegno anche come rappresentante Claet.

Il tutto alla faccia del conflitto di interessi!! 😉

Erano presenti oltre a me, alcune delle sue più alte cariche federali quali il presidente Carmelo Pace, il tesoriere Francesco Piarazzolli, il direttore artistico Mauro Pierfederici e il presidente del Collegio Sindacale Nazionale Giuseppe Mariucci, il Presidente Fita Marche Federica Bernardini ed il Presidente Fita Abruzzo Boris Giorgetti.

Oltre al sottoscritto sono intervenuti autorevoli ed importanti relatori.

Vedi tutti gli interventi cliccando qui.

Il tema del meeting è stato:

Teatro perché…teatro per chi? Teatro, allievi e maestri, formatori e reti.

Anzitutto devo dire che mi sono letteralmente gustato tutto il meeting parola per parola, perché è stato possibile partecipare ad uno dei convegni più interessanti degli ultimi anni di cui credo si sentisse il bisogno… almeno a giudicare dalla quantità dei presenti e dal livello di attenzione e partecipazione.

Guardare le foto per credere cliccando qui.

Il mio intervento s’è concentrato sul termine più usato nel corso di tutto il convegno… “rete”.

Questo solo per dare l’idea di quanto sia sentito il bisogno di fare sistema e di come la “rete”, intesa propriamente come connessione Internet, sia una soluzione indispensabile per dare compimento alle iniziative del gruppo Fita Marche.

Ho potuto  parlare ad una platea “di colleghi teatranti”: di come ciò che apprezzo di più nel mio lavoro (quello vero), potesse essere utile per permettere a Fita Marche di fare quel salto di qualità che le permetta di affermarsi nel “settore” del teatro amatoriale come interlocutore privilegiato a livello territoriale e non solo.

Ciò al di là del valore dell’immagine di ogni singola compagnia che pure contribuisce a creare valore

Ho fatto leva su ciò che ho ritenuto più utile e stimolante date le circostanze… e cioè ho descritto le intenzioni, gli obiettivi e i vantaggi del “mettersi in rete (perché e per chi”), portando ad esempio l’esperienza portata avanti con questo blog .

Il paradosso di un’associazione come quella Fita a livello nazionale e Fita Marche in prioezione regionale, fin ora, è stato quello di essere stati certi di aver dato vita ad una vera e propria rete di compagnie amatoriali sul territorio, quando, al massimo è stato possibile attivare solamente un rapporto biunivoco fra “il direttivo” e le singole compagnie.

Ho sempre pensato che fare rete o sistema, dove tutti possano entrare in relazione con tutti, con le conseguenze del caso, è un’ altra cosa…

In pratica, come nel teatro dell’assurdo, assistiamo ad una situazione singolare in cui proprio il mezzo virtuale diventa l’unico strumento possibile che permette all’organizzazione, in questo caso la Fita Gatt Marche di diventare rete reale.

Come diceva qualcuno…”Yes we can”!

Possiamo materializzare davvero quell’idea di rete grazie a Internet e ai social network!

Questo significa ad esempio che attraverso il sito web Fitamarche attingeremo alle informazioni e le potremo commentare e discuterne assieme a tutte le altre realtà; potremmo lasciare traccia delle nostre attività così che siano patrimonio di tutti.

Attraverso i canali social, potremo  collegarci attivamente e dialogare autonomamente fra persone e associazioni senza per forza coinvolgere direttivi e/o troppo spesso inutili sovrastrutture.

Dovremo cercare di essere propositivi e ascoltatori.

Entreremo in rete con chi vorrà o potrà esserci…e loro con noi…una prospettiva tanto reale quanto già concreta attiva e funzionante che potrà solo farci bene.

Il difficile sarà diffondere capillarmente la nuova mentalità…

Il paradigma, grazie all’avvento delle potenzialità del Web e dei Social Networking, è cambiato

Se vogliamo esistere in Internet e non solo dobbiamo partecipare attivamente, andare a cercare e proporre…non farlo equivale pian piano a sparire.

E’ finita l’epoca dei sistemi verticali e dei flussi monodirezionali.

Ma è anche finita, volendo, l’era della passività.

Dovrò provare a diffondere un nuovo modo di fare a più livelli: vestendo i panni della mia realtà da una parte e cercando di orientare le comunicazioni del direttivo alle esigenze delle compagnie.

Magari farò meno fatica chissà!

In ogni caso sarà una bella sfida.

Chiedo scusa se non arriverò ovunque e spero che se mi sbaglierò mi corrigerete!! 😉

L’idea è quella di materializzare per la prima volta la rete Fita Gatt Marche, attraverso la rete virtuale e renderla più vicina a tutti noi.

In questo modo le compagnie di teatro amatoriale delle Marche affiliate alla Fita Gatt Marche faranno, anzi saranno davvero una rete a tutti gli effetti.

Ogni compagnia o individuo, formerà un canale neuronale attraverso cui potremmo produrre quella famosa intelligenza collettiva che ci permetterà di pensare assieme, mettendo in comune le nostre esperienze e i nostri progetti, per essere finalmente un vero e proprio cervello cooperativo in grado di raggiungere traguardi fin ora impossibili da immaginare.

Il nostro canale claet è pronto e siamo pronti a dare una mano a chi ne avesse bisogno per entrare nel network.

Il teatro “condiviso in rete” diventerà, con un po’ di tempo, con tanto impegno e con un po’ di buona volontà da parte delle persone, un motivo in più per crescere e confrontarsi e per rendere più interessante il mondo dell’amatorialità teatrale.

Questo almeno è l’obiettivo e il sogno che perseguirò nei prossimi mesi, affinché le compagnie Fita della regione Marche siano un modello da seguire e da esportate anche a livello nazionale.

Ho parlato di questo domenica scorsa e ho sentito degli applausi convinti alla fine…ma non ero su palcoscenico e non stavo recitando…è stato comunque bellissimo grazie!

Le premesse per far bene ci sono tutte adesso si tratta di lavorare e godersi lo spettacolo!

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