Ci sono trasferte che si preparano per mesi, spettacoli che si provano, valigie che si riempiono, palcoscenici che aspettano.
Quando partiamo, abbiamo una destinazione precisa: il teatro. E una storia da raccontare.
Azzano Decimo, grazie. Per il teatro, per l’accoglienza e per la memoria
Sabato 24 ottobre abbiamo portato Magazzino 18 ad Azzano Decimo, ospiti del XVII Festival Internazionale del Teatro Amatoriale – Premio Marcello Mascherini. Una tappa importante del nostro viaggio, un incontro che aspettavamo con emozione e con la responsabilità che accompagna ogni volta questo spettacolo.
Vogliamo cominciare da qui: grazie agli organizzatori del festival, a chi ci ha accolto e al pubblico che ha condiviso con noi questa serata.
Ogni palcoscenico ha la sua storia, ogni pubblico il suo modo di ascoltare. E noi torniamo a casa con la gratitudine di chi sa che fare teatro non significa soltanto salire su un palco, recitare e ricevere un applauso. Significa incontrarsi, mettersi in ascolto, lasciare qualcosa e, se possibile, portarsi via qualcosa di altrettanto prezioso.
Portare Magazzino 18 in Friuli aveva per noi un significato particolare. Raccontare l’esodo giuliano-dalmata in un territorio vicino a quella storia, alle sue ferite e alla memoria del confine orientale, è un compito che sentiamo profondamente.
Perché la memoria non è una faccenda da sistemare in una ricorrenza sul calendario. È qualcosa che continua a interrogarci, soprattutto oggi.
Destinazione Fasano: undici anni dopo, il CLAET torna in Puglia
Il nostro prossimo appuntamento ci porta a sud, molto a sud rispetto alla nostra Ancona.
Sabato 14 novembre saremo al Teatro Sociale di Fasano, per il XVII Festival Nazionale di Teatro “Di scena a Fasano”, VIII Premio Valerio Gentile. In scena ci sarà Magazzino 18, per quella che, nel nostro percorso, sarà la sesta replica dello spettacolo.
Fasano, però, non è una città qualunque nel nostro diario teatrale.
Ci torniamo dopo diversi anni: la nostra prima esperienza risale al 2015, quando partecipammo al festival con Oh Dio mio! di Anat Gov. Un’esperienza che ci lasciò anche un riconoscimento importante, il Premio della Stampa alla VII edizione del “Di scena a Fasano”.
Undici anni sono un tempo considerevole. Cambiano le persone, cambiano i palcoscenici, cambiano le storie che scegliamo di portare in scena. Eppure ci sono incontri che restano nella storia di una compagnia e che meritano di essere ripresi.
Questa volta torniamo con uno spettacolo diverso, con un’altra storia da raccontare e con la stessa voglia di incontrare un pubblico nuovo.
E, se possibile, con un programma di viaggio che lasci più spazio al teatro e meno alle cronache stradali.
Magazzino 18: quando gli oggetti diventano memoria
Scritto da Simone Cristicchi e Jan Bernas, Magazzino 18 – Memoria di un popolo dimenticato ci conduce nel Porto Vecchio di Trieste, dentro un luogo che custodisce gli oggetti lasciati dagli italiani costretti all’esodo giuliano-dalmata dopo la Seconda guerra mondiale e il Trattato di Pace del 1947.
Sedie, armadi, fotografie, giocattoli. Oggetti comuni, quelli che ciascuno di noi potrebbe trovare in casa propria. Eppure, dietro ciascuno, si nasconde una vita: una famiglia, una partenza, una casa perduta, una quotidianità che non è stato più possibile ricostruire nello stesso modo.
È questo che rende Magazzino 18 così potente. Non ci parla della storia soltanto attraverso date, confini e avvenimenti. Ci mette davanti alle persone, ai loro ricordi, alle cose che hanno dovuto lasciare e a ciò che nessuna valigia può contenere.
Perdere la propria casa significa perdere soltanto un luogo, oppure anche una parte di sé?
È una domanda che appartiene a quella vicenda storica, ma che continua a risuonare nel presente. Perché parlare di esilio, di radici e di appartenenza significa anche interrogarsi su quanto valgano la dignità umana, la memoria e la capacità di riconoscere il dolore degli altri.
Portare questo spettacolo in giro per l’Italia significa assumersi una responsabilità: non lasciare che una pagina complessa della nostra storia venga dimenticata, semplificata o ridotta a una contrapposizione.
Il teatro non può cambiare ciò che è accaduto. Può però aiutarci a guardarlo negli occhi.
E se, uscendo dalla sala, qualcuno avrà voglia di approfondire quella storia, di fare una domanda o semplicemente di guardare con occhi diversi un vecchio oggetto di casa, allora il viaggio avrà avuto un senso in più.
Ci vediamo a Fasano!
Noi siamo pronti a ripartire. Le valigie, ormai, hanno una certa esperienza; Magazzino 18 continua il suo viaggio e il CLAET torna a incontrare un festival che fa parte della propria storia.
A Fasano porteremo la memoria di un popolo dimenticato, le voci di chi ha perso la propria terra e una storia che, ancora oggi, merita di essere ascoltata.
L’appuntamento è per sabato 14 novembre 2026, alle ore 21:00, al Teatro Sociale di Fasano.
📍 MAGAZZINO 18 – Memoria di un popolo dimenticato
- Quando: sabato 14 novembre 2026, ore 21:00
- Dove: Teatro Sociale, via De Giosa, angolo via Nazionale dei Trulli, Fasano (BR)
- Festival: XVII Festival Nazionale di Teatro “Di scena a Fasano” – VIII Premio Valerio Gentile
- Autori: Simone Cristicchi e Jan Bernas
- Regia e interpretazione: Diego Ciarloni
- Partecipazione scenica, tecnica e musicale: Simona Paolella
- Compagnia: Noi!
🎟️ Informazioni e biglietti: Teatro Sociale di Fasano – Magazzino 18.
Venite a trovarci. Noi mettiamo in scena una storia che non vogliamo dimenticare; voi portate la vostra voglia di ascoltarla.
Perché certe storie meritano di viaggiare lontano. E di arrivare dritte al cuore, senza passare dalla cronaca.
Ci vediamo a Fasano! 🎭